Rāhu e Ketu

«Venuto dalla divina oscurità al manifesto, alla divina oscurità io ritorno. Come un cavallo, libero, scuote la criniera, così ho scrollato via da me tutti gli appigli. Liberandomi dai vincoli di nascita e morte, come luna che sfugge dalla bocca di Rāhu, ho conquistato il puro regno del Brāhman: Brāhman è la mia casa, non la perderò. In verità io non mi perderò più» (Chandogya Upanishad).

la-prima-eclissi-solare-dellannoIl piano dell’orbita lunare intorno alla Terra è leggermente inclinato rispetto a quello del corso apparente del Sole. Quando i due luminari sono in congiunzione, cosa che capita una volta al mese circa, la Luna passa solitamente un po’ più in alto o più in basso rispetto al disco solare; e quando i due luminari sono in opposizione, la Luna passa al di sopra o al di sotto del cono d’ombra che la Terra, illuminata dal Sole, proietta dietro di sé.

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Eclissi

Tuttavia, a volte, succede che alla congiunzione, cioè al Novilunio, la Luna si trovi nel punto esatto d’intersezione della sua orbita con il corso del Sole proprio quando questo sta transitando per il medesimo punto; in questo caso, dalla Terra si vedrà un’eclissi di Sole, perché il disco della Luna nasconderà quello solare. Invece al Plenilunio, cioè all’opposizione, può succedere che la Luna si trovi in un punto d’intersezione della sua orbita con quella apparente del Sole e che nello stesso momento il Sole passi per il punto diametralmente opposto; in questo caso, la Luna entrerà nel cono d’ombra della Terra e si verificherà un’eclissi di Luna.

drago

Drago, con la testa e la coda che intersecano i corsi del Sole e della Luna

I punti d’intersezione tra il corso del Sole e l’orbita lunare sono detti Nodi Lunari. Se l’intersezione avviene verso Nord, si parla di nodo lunare crescente ☊; viceversa, se avviene verso Sud, di nodo lunare calante ☋. I due punti sono esattamente opposti e, se uniti, formano una linea da Est a Ovest e, quindi, sempre retrograda. Quando il Sole e la Luna si trovano sulla linea dei nodi lunari, in congiunzione o opposizione, si produce un’eclissi di Sole o di Luna. Gli astronomi vedici chiamarono questi due punti d’intersezione Rāhu (☊ testa del drago) e Ketu (☋ coda del drago). Per questo motivo un tempo, si diceva che la testa o la coda del drago avessero inghiottito il Sole o la Luna. «Come Luna che sfugge dalla bocca di Rahu» è pertanto, una metafora che significa «come Luna che sfugge all’eclissi».

Taksaka, Re dei Nāga

Taksaka, Re dei Nāga

L’origine di questa credenza è narrata estesamente nella letteratura vedica, nel mito del Nāga Vasuki, signore del reame infero del Pātāla Loka. I Nāga, nella mitologia indo-buddista, non sono comuni serpenti, bensì draghi, accumulatori di sapienza e saggezza. Vengono descritti per lo più come esseri di straordinaria bellezza per metà umani (dalla cintola in su) e per metà serpenti (dalla cintola in giù) con la capacità d’assumere forma completamente umana oppure serpentina. Talvolta sono raffigurati come enormi serpenti con sette o più teste. In Oriente vi sono famiglie reali che vantano discendenza dai nāga in seguito a nozze avvenute nella notte dei tempi tra un progenitore umano e una nāgi (femmina di nāga): tra queste figurano le dinastie di Manipur, nell’India del Nordovest, i Pallava nell’India meridionale e la famiglia regnante di Funan (antica Indocina).

Buddha e il Nāga Mucalinda

Buddha e il Nāga Mucalinda

I Nāga, per molti versi superiori agli uomini, sono potenzialmente pericolosi, anche se hanno promesso a Brāhma di mordere soltanto esseri umani realmente malvagi o comunque destinati a morte prematura. Originariamente abitavano la superficie della terra, ma quando divennero troppo numerosi Brāhma li fece discendere nelle regioni infere, dove vivono in una grande città, chiamata Pātāla Loka o Bhogavati, composta di palazzi magnificamente adorni di gemme. Il loro mitico sovrano è Taksaka, il cui compleanno è ancora celebrato come festa religiosa in India con danze e processioni di suonatori in mezzo alla folla il 12mo giorno della metà scura del mese di Jyaistha (maggio-giugno).

I naga sono associati alle acque e stanno, come pure i draghi nostrani, a guardia di immensi tesori. In ogni caso i buddisti, che si rifanno ai miti più antichi, li considerano divinità minori e guardiani delle porte. È molto nota la rappresentazione del Buddha assorto in meditazione tra le spire del nāga Mucalinda che lo ripara, facendogli da ombrello con le sue numerose teste.

Nāga Vasuki

Nāga Vasuki

Negli antichi tempi ci fu tra dèi e i demoni una grande guerra per la supremazia sull’universo, il cui evento decisivo fu la frullatura del grande oceano primordiale di latte che fece venire a galla i tesori nascosti nel fondo e, soprattutto, l’amrita (ambrosia), ossia il nettare che dona l’immortalità. Il naga Vasuki aiutò gli dei a vincere la guerra, perché si prestò a fungere da fune, legando una delle proprie estremità alla montagna sacra Mandara, che, a sua volta, funse da zangola per la frullatura dell’oceano.

Una volta in possesso dell’amrita, però, gli dei vollero tenerselo solo per sé, perché convinti che i nāga l’avrebbero usato nel modo sbagliato. Dato che Vasuki era per metà uomo e per metà serpente, temevano che, una volta diventato immortale, sarebbe potuta prevalere la natura serpentina, egoistica e materialista piuttosto che quella umana, altruistica e spirituale. Ma Vasuki, che era molto astuto, riuscì a bere segretamente il nettare dell’immortalità. Il Sole e la Luna se ne accorsero e informarono Vishnu, dio preservatore dell’universo, che s’arrabbiò molto per il furto. La sua ira fu tale da indurlo a scagliare contro Vasuki la sua celebre arma circolare, il Sudharshana Chakra, che lo tagliò in due.

Rāhu e Ketu

Rāhu e Ketu

Bisogna sapere, però, che l’arma di Vishnu dà la liberazione a coloro che uccide. Inoltre Vasuki aveva bevuto l’amrita, perciò non poteva più essere ucciso. L’effetto combinato dell’arma di Vishnu e dell’amrita fece sì che solo la coda fu liberata. Vasuki rimase così nei cieli sotto forma di Rahu (Caput Draconis, ☊) e Ketu (Cauda Draconis, ☋), per rammemorare agli dèi (rappresentati dai pianeti) il lato oscuro della vita, che dobbiamo sconfiggere se vogliamo conseguire l’immortalità.

Ketu, la coda del drago decapitata

Ketu, la coda del drago decapitata

Poiché il Sole e la Luna fecero la spia a Vishnu, Rahu e Ketu si vendicano inghiottendo i due luminari durante le eclissi. Infatti le eclissi avvengono quando uno dei luminari transita in prossimità di uno dei due nodi. Data la loro capacità di oscurare il Sole, attorno al quale ruotano tutti i pianeti, e la Luna, che controlla la vita sulla terra, Rāhu e Ketu sono considerati le massime potenze dello Zodiaco. Rappresentano la legge cosmica cui tutti, inclusi il Sole e la Luna, devono obbedire.

Possiamo vedere in questo mito un’allegoria della nostra stessa vita. Gli dèi, senza l’aiuto di Vasuki (il lato oscuro) non avrebbero potuto trovare il segreto dell’immortalità. Nello stesso modo, noi uomini non possiamo far emergere la nostra natura divina senza comprendere le lezioni di Rāhu e Ketu. Essi rappresentano l’Ombra che noi possiamo integrare. Le nostre emozioni interiori sono come l’oceano di latte che dev’essere frullato. Quest’oceano nasconde tesori e veleni in gran quantità. Dobbiamo imparare a discernere i tesori dalle scorie e trovare infine l’amrita, il segreto dell’immortalità o della vera felicità.

Culto di Rahu & Ketu in India

Culto di Rahu & Ketu in India

L’aggrappamento ai benefici materiali o pseudospirituali che danno una felicità in tanto illusoria in quanto impermanente, insoddisfacente e vacua, sono il dominio di Rāhu, mentre la fine del dolore, la pace e la serenità durature della liberazione (nirvāna) sono il dominio di Ketu (Ketu è Moksha karaka, significatore della realizzazione spirituale). Come gli dèi ebbero bisogno dell’aiuto di Vasuki per conquistare l’amrita, così noi abbiamo bisogno della conoscenza e della saggezza dei Nodi Lunari per procedere verso la fine del dolore.

Sebbene Rāhu e Ketu rappresentino l’Ombra, essi tuttavia elargiscono anche influssi benefici, che aumentano o diminuiscono a seconda del segno zodiacale e della casa oroscopica in cui vengono a trovarsi. Rāhu rappresenta insaziabili brame e desideri, potere e successo mondano. Gli si imputano anche ossessioni e comportamenti compulsivi, mentre Ketu ha valenze diametralmente opposte: spiritualità, poteri psichici, interessi metafisici, distacco dal mondo e discriminazione yogica. In aspetto negativo provoca timidezza, introversione, autismo e comportamenti strani e inusuali.

rahu_ketuSecondo l’astrologia vedica (jyotish), tra i 18 e i 19 anni della vita di una persona avviene il primo Ritorno dei Nodi, allorché Rāhu transita in congiunzione col grado zodiacale in cui si trovava alla nascita, e così pure Ketu che a Rāhu è diametralmente opposto. Il conseguimento della maggiore età è, perciò, un po’ come una seconda nascita, che si sia pronti oppure no. Servizio militare (quando c’era la leva), diritto di voto, università, primo figlio… È un momento in cui ci si orienta verso uno dei due nodi: verso il successo, la ricchezza, la fama, l’onore mondani rappresentati da Rāhu oppure verso la filosofia, la meditazione, l’ascesi, la saggezza oltremondana, rappresentate da Ketu. Quando venne tracciato l’oroscopo alla nascita del principe Siddhattha, che in seguito divenne il Buddha, uno solo degli otto astrologi convocato all’uopo, (di nome Kondañña, il quale in seguito divenne uno dei primi discepoli del Risvegliato) basandosi sulla prevalenza di Ketu al primo ritorno del nodo, profetizzò che sarebbe divenuto un Buddha, mentre i suoi sette colleghi, forse per piaggeria verso il padre, dissero che le probabilità che diventasse un grande imperatore oppure un grande saggio erano fifty-fifty.

Flavio Pelliconi