Panta rei

Panta rei

pantarei
Nell’universo vige la costante
Che gli uomini nomaron «cambiamento»
Nessuna cosa è com’era avante
Ed il passar arreca turbamento.

Volgon le stagioni, il vento e i giorni,
Cambiano i monti, il sole ed anche i sassi:
Pur se pare serbar i suoi contorni,
Non c’è cosa al mondo che non passi.

Così ‘l sembiante nostro il tempo muta,
Nel turbinìo di palpiti e emozioni,
Cambian le idee e la ragion creduta
Com’anche gli ideali e le opinioni.

Resistere al passare è vana impresa:
Qui cosa non c’è che far si possa.
Resisti, soffri e gemi nell’attesa,
E al termine ti attenderà la fossa.

È saggio chi fluisce con il mondo,
Chi non resiste e apprezza il cambiamento:
Chi in ogni sorte vive a cuor giocondo,
E non s’ostina a ire contro vento.

Resistendo al divenire ci si stressa,
Se sai apprezzare il flusso ti rilassi.
Tieni a mente sol questa premessa:
Al mondo non c’è cosa che non passi.

Felicillo Pavoni

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