Majnun e Laila

Majnun e Laila

B08_Cap_M_1ajnun era un giovane bello, bravo e coraggioso, immamorato di Laila, l’incantevole figlia del re di Persia, e a lei devoto oltre ogni dire. L’amore di Laila per Majnun, d’altro canto, era ricambiato al punto che lei ottenne dal re suo padre l’emanazione di un editto in forza del quale a Majnun doveva essere concessa qualunque cosa avesse voluto dalle botteghe del bazar della città: ai bottegai fu detto che ogni cosa poteva essere messa sul conto del tesoro reale.

Majnun, per sé, non desiderava nulla di ciò che si vendeva nelle botteghe, perché il suo cuore ardeva solo di puro amore; ma i vagabondi e i mariuoli della città, venuti a sapere dell’editto, si spacciarono tutti per Majnun e cominciarono a prendere dalle botteghe ogni ben di Dio, col risultato che ben presto tutte furono prese d’assalto e lasciate con gli scaffali vuoti. I mercanti e i cittadini allora si recarono a palazzo, dal re, e dissero: «O re, forse esistono due, tre, o anche dieci Majnun. È una cosa assolutamente plausibile. Ma certamente non possono essercene centinaia o migliaia. Hanno già depredato la città a destra e a manca e devono essere fermati, in qualche modo».

Il re, udita la lamentela, rispose: «Lo dirò a Laila e poi prenderemo provvedimenti». Andò da Laila e le chiese: «Quanti Majnun ci sono? Uno, due o di più? La città è piena di sedicenti Majnun che arraffano tutto a man bassa». Laila capì al volo cos’era successo, e rispose: «Lasciami fare. Libererò presto la città da tutti questi impostori. Vedrai l’esito del mio piano al massimo entro domani». Fece chiamare il capo delle guardie e gli ordinò: «Manda subito le guardie per la città, precedute dai tamburini, ad annunciare che domani andrò al bazar con un coltello da macellaio per farmi pagare da Majnun con la sua carne». Non appena i soldati fecero il proclama, tutti i falsi Majnun sparirono, come per incanto. Solo il vero Majnun rimase.

Majnun