La pietra angolare

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Per pietra angolare s’intende la pietra che regge lo spigolo della costruzione. L’immagine qui sopra è la foto di una pietra inca con 12 spigoli, che non è angolare e si trova a Cuzco. L’ho scelta perché suggestiva.

Mentre riflettevo sul tema da proporre per il mio ultimo mini corso di vipassanā, un’allegoria neotestamentaria continuava a tornarmi alla mente: quella della pietra angolare scartata dai costruttori del Tempio. Se il Tempio alludesse alla religione, allora la pietra angolare alluderebbe, a sua volta, a un elemento essenziale scartato dagli edificatori della religione stessa. Se così fosse, sati potrebbe essere l’elemento scartato dalla maggior parte degli edificatori di religioni.

Sati è un nome femminile, derivato dal vedico smṛti e significa memoria, consapevolezza, coscienza; mente intenta, mente sveglia, attenzione cosciente, vigilanza, lucidità mentale. Come fattore mentale indica la presenza mentale, l’attenzione al presente, piuttosto che la memoria del passato. La sua caratteristica è di non tentennare, ossia di non volar via dall’oggetto. La sua funzione è l’assenza di sbadataggine o di disattenzione. Si manifesta come vigilanza, ossia lo stato ottimale per affrontare un compito. La sua causa prossima è una solida percezione (thirasaññā) ovvero i quattro fondamenti della consapevolezza.

Antagonista di sati è la proliferazione concettuale (pāli: papañca) ossia la concettualizzazione del mondo tramite l’uso del linguaggio e dei concetti in continua espansione. Si deve al Bhante Katukurunde Ñanananda Thero la definizione di papañca come proliferazione concettuale (un pensiero su un altro pensiero, ossia il «soprappensiero»). Il termine è menzionato in una varietà di sutta del canone Pāli, come il Madhupindika Sutta (MN 18), ed è menzionato anche nel Buddhismo Mahayana (prapañca). Papañca è un concetto utile, non solo nella pratica dell’attenzione cosciente, ma in molti altri campi, come, per esempio, la prevenzione degli infortuni. La distrazione, della quale la proliferazione concettuale è la parte più grande, è, per esempio, una delle principali cause di incidenti stradali.

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Pietra angolare

Gli edificatori di religioni, in quest’ipotesi di interpretazione dell’allegoria neotestamentaria, avrebbero trascurato la pietra angolare dell’attenzione cosciente a favore dell’esecuzione di riti e rituali, ripetizioni meccaniche di formule a scopo propiziatorio, consolatorio, apotropaico, favorendo così «il grigio arrovellarsi o rimuginare o trastullarsi con immagini mentali, fra attenzione e immaginazione».  Mentre la vera devozione religiosa consisterebbe nel custodire in ogni momento ogni atto della propria vita (actus vitae suae omni hora custodire) e non fantasticare; nello svegliarsi con nettezza, tagliandosi fuori dal sonno, senza starsene a nutrire le chimere della notte, coltivando la lucidità; ovvero non lasciando nella giornata lacune in cui il presente possa essere sopraffatto dal passato o dal futuro. «Poiché da dentro, cioè dal cuore degli uomini, procedono i pensieri malvagi, adulterii, fornicazioni, omicidii. Furti, cupidigie, malizie, frodi, lascivie, occhio maligno, bestemmia, alterezza, stoltizia. Tutte queste cose malvagie escono di dentro l’uomo, e lo contaminano» (Marco, VII, 21-23).