Il Quinconce

Quinconce

Quinconce

Quinconce deriva dal latino (quincunxuncis, 3ª decl.) e significa, letteralmente, cinque once, ossia cinque dodicesimi. Il termine indica, perciò, i 5/12 di un intero qualsiasi: di uno iugero, di una libbra, dell’asse (antica moneta italica), e, in astrologia (⚻), dei 360° dell’eclittica (5/12 di 360° = 150°). In italiano è un nome invariabile: si dirà perciò «un quinconce», «due quinconce» ecc. Quinconce è anche il nome del simbolo con cui era rappresentata la frazione di 5/12, consistente di quattro punti disposti a quadrato più uno nel mezzo, com’è raffigurato il cinque sui dadi, ⚄, da cui derivò l’espressione «disposizione a quinconce» per indicare la disposizione di soldati in guerra, di piantine nell’orto, di alberi nei frutteti ecc.

Disposizione a quinconce

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Quintiliano (nel nome il destino?) scrisse a proposito del quinconce: Quid [illo] quincunce speciosius, qui, in quamcumque partem spectaveris, rectus est? Ovvero, che c’è di più particolare del quinconce che, da qualunque parti lo guardi presenta linee rette?

Anche James Joyce, notoriamente attratto tanto dai simboli polivalenti quanto dai numeri, ne era affascinato. Nelle sue opere ci sono almeno due riferimenti espliciti al quinconce, in Gente di Dublino e nel Finnegans Wake, ma è proprio in quest’ultima opera che ricorrono temi concettuali collegati al quinconce: la X, la croce, il chiasmo (chaos-mos); il gioco dei quattro cantoni (in cui cinque giocatori si contendono quattro angoli), la quintessenza della polvere e la coppia di numeri 3 e 2, che sono, tra l’altro i valori da attribuire alle facce delle monete che si gettano per consultare l’I Ching. E, proprio nell’astrologia cinese, ritroviamo il quinconce, come rapporto tra i dodici animali zodiacali e i cinque elementi fondamentali.

Il quinconce ⚻, nello Zodiaco, è la ratio tra Ariete ♈ e Scorpione ♏ (dominati da Marte ♂) e tra Toro ♉ e Bilancia ♎ (dominati da Venere ♀). Ciò implica, com’è evidente, un rapporto di affinità. Che si tratti d’un rapporto armonico potrebbe essere confermato dalla teoria della musica, in cui la tonica e la dominante d’un accordo maggiore formano, nell’ottava musicale, proprio un intervallo di quinta (es. Do-Sol).  Sarebbe interessante, a questo riguardo, uno studio analogico approfondito dello Zodiaco in chiave di quinconce, considerando, oltre alle relazioni evidenti sopra citate, anche altre affinità eventuali, p. es. Ariete ♈/Vergine ♍ (ossessione), Gemelli ♊/Scorpione ♏ (maschera), Cancro ♋/Sagittario ♐ (manipolazione), Leone ♌/Capricorno ♑ (potere), Vergine ♍ /Acquario ♒ (il fare), Bilancia ♎/Pesci ♓ (domicilio ed esaltazione di Venere…) ecc.

Anche un orbo (analogicamente parlando) è in grado di vedere i triangoli e i quadrati configurati dai cosiddetti aspetti maggiori, mentre il quinconce è più esoterico, più sottile, ma ciò non significa certamente minore, né, tantomeno, trascurabile. Che il quinconce sia un aspetto primario è suggerito anche dal fatto che — come il sestile ⚹ (60°), la quadratura □  (90°), il trigono △ (120°) e l’opposizione ☍ (180°) — l’angolo che individua ⚻ (150°) è multiplo di 30° e tappa le falle nel giro delle «ore» dell’orologio zodiacale, che, senza il quinconce, sarebbe incompleto. Chi si volesse divertire, può provare a collegare con linee rette e senza staccare la penna dal foglio nell’ordine Ariete ♈, Scorpione ♏, Gemelli ♊, Capricorno ♑, Leone ♌, Pesci ♓, Bilancia ♎, Toro ♉, Sagittario ♐, Cancro ♋, Acquario ♒, Vergine ♍ e Ariete ♈, e vedere un po’ che figura vien fuori…

QUINCONCE

Senza staccare la penna dal foglio

Se tracciamo un grafico dell’aspetto di sestile ⚹ (60°), individuiamo la bipolarità maschile-femminile o, se si preferisce, yang-yin, che è poi la stessa cosa, perché i vocaboli cinesi che indicano le due grandi forze opposte e complementari derivano dal sanscrito, e precisamente da lingamyoni, parole che indicano gli organi genitali, rispettivamente maschile e femminile. L’aspetto di quadratura □  (90°), invece, individua cardinalità, fissità e mobilità dei segni. L’aspetto di trigono  △ (120°) individua i quattro elementi primarï: fuoco, terra, aria e acqua. Quel che i suddetti aspetti hanno in comune è di dividere lo Zodiaco in categorie o, se si preferisce, in sottoinsiemi. La peculiarità del Quinconce, come possiamo vedere dal grafico, in cui la stella a dodici punte si forma, seguendo i balzi a quinconce, senza staccare la penna dal foglio, è invece di unire, mostrando l’interdipendenza dei segni zodiacali e svelando un livello più profondo dell’unità dello Zodiaco. La via suggerita dal Quinconce non è il semplice percorso lineare (essoterico), che ricalca pedissequamente l’ordine dei segni zodiacali (semisestile); ma allude a una via esoterica, iniziatica, seguendo la quale il giro dello Zodiaco si compie con salti che obbediscono a una logica apparentemente illogica, che rompe i rassicuranti schemi e categorie individuati dagli aspetti dozzinali. Mettendo in relazione ciò che sembra non esserlo, il quinconce invita (e sfida) a cercare analogie meno appariscenti, a rompere gli  schemi e a servirsi dell’ignoto (invece che del noto) per acquisire conoscenza.

Flavio Pelliconi