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El Tredesìn de Marz e la Sacra Prèia

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La «Sacra Prèia»

È a Milano il caso forse più unico che raro di una pietra pubblicamente venerata con la benedizione della Chiesa Cattolica. La pietra (in meneghino prèia) del Tredesìn de Marz è associata al culto di S. Barnaba e agli esordi della chiesa milanese. Oggi è conservata al centro della navata maggiore della chiesa di S. Maria del Paradiso in corso di Porta Vigentina, ma era in origine in S. Dionigi a porta Venezia.

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La «Sacra Prèia» in Santa Maria del Paradiso

La pietra forata con tredici raggi che s’irradiano dal centro vuoto – forse a significare le tredici¹ costellazioni dello Zodiaco – ha un valore particolarissimo, risalente agli albori dell’India vedica. Il foro della pietra si chiama «porta della liberazione», attraversando la quale l’anima può passare oltre e salvarsi. La pietra fu devotamente transitata dai milanesi al culto cristiano dei primi secoli riconoscendola come simbolo di D-o, fonte di vita, su cui si innestava la croce di Cristo. Il fatto che sia da allora abbinata a S. Barnaba colloca il culto in tempi remotissimi. Visitando la pietra (dal mezzogiorno della vigilia a tutto il 13 marzo) si può tuttora lucrare un’indulgenza plenaria, applicabile ai defunti.

¹La tredicesima costellazione nota agli astronomi – ma non agli astrologi – è il Serpentario, altrimenti detta Ofiùco, che il Sole attraversa dal 30 novembre al 18 dicembre circa.