Dialogo interreligioso

Dialogo interreligioso

Breve corrispondenza tra me e uno sconosciuto «testimone di Geova».

5 Novembre 2015
a me

Buongiorno mi chiamo LS, sono testimone di Geova, ho trovato il vostro indirizzo e-mail pubblicato in internet. Anche se possiamo avere delle idee spirituali diverse,ci terrei a sapere quale opinione avete della mia comunità religiosa e sapere se in passato ci sono state occasioni di dialogo con noi. Grazie per il tempo che mi avete gentilmente dedicato. Buona giornata.


5 Novembre 2015
a LS

Caro LS, grazie del messaggio. La pratica della meditazione mi ha insegnato che nulla giova alla pace dello spirito quanto il nutrire il minor numero possibile di credenze, opinioni e convinzioni. Le occasioni, come immagini, ci sono state e numerose, ma non hanno avuto seguito perché un vero dialogo non c’è mai stato. Perché non può esserci dialogo con chi pretende di avere la verità in tasca ed è più orientato a indottrinare che ad ascoltare; a convertire piuttosto che ad ampliare i propri orizzonti. Il dia-logo, come dice la parola stessa, non può essere a senso unico, altrimenti diventa un mono-logo. Noi rispettiamo tutti i percorsi umani, filosofici e religiosi, ma non siamo terreno di caccia per chi è solo in cerca di nuovi proseliti. Abbiamo come obiettivo quello di liberarci dai legami, non quello di creane di nuovi, per di più inutilmente restrittivi.

Un caro saluto

Flavio Pelliconi
Fondazione Maitreya


5 Novembre 2015
a me

Buongiorno Flavio, la ringrazio di aver risposto al mio messaggio, ho apprezzato molto la sua sincerità . Mi dispiace se ha avuto l’impressione che la nostra sia solo un opera di convincimento degli altri. Ci tengo a spiegarle che l’obbiettivo della nostra opera e’quello di aiutare le persone a coltivare il proprio bisogno spirituale e non di fargli cambiare religione o credo. Secondo la mia esperienza il numero di persone che hanno un credo spirituale forte e’ in realtà piuttosto basso. Ma il numero di persone che dichiara di non riuscire a credere più a niente ,spiritualmente parlando ,e’ in aumento di giorno in giorno. Per poter se possibile dialogare di questa situazione l’ho contattata ,mi faceva piacere sapere come lei aiuta le persone ad affrontare questo “sconforto”. Benché non la conosco, non voglio in alcun modo mettere in discussione la sincerità dei suoi sentimenti né la bontà dei principi spirituali in cui crede. Non si senta obbligato a rispondere al contenuto di questa mail se non le fa piacere, ha già chiarito la sua opinione e posizione con rispettosa sincerità . Grazie della sua considerazione. Un caro saluto. Buona giornata.


5 Novembre 2015

a LS

Caro LS, nella nostra ipotesi di lavoro un credo forte non solo non è necessario, ma è addirittura dannoso (come, purtoppo, la storia e la cronaca ci insegnano). Codesto tarlo di dover credere nella «cosa giusta» ha prodotto più danni che altro e tuttavia la maggior parte delle organizzazioni religiose hanno come obiettivo primario quello di conculcare la loro visione della realtà invece di promuovere la gentilezza, la pace e l’amicizia tra tutti gli esseri. Veniamo al punto: noi buddhisti non ci sentiamo incaricati di una missione divina e il nostro obiettivo, prima di aiutare gli altri, è di ripulire il nostro cuore dai veleni che ammorbano la nostra vita e quella del nostro prossimo. Se accade, come accade, che qualcuno resta favorevolmente colpito dal nostro modo di stare al mondo e ci chiede in che modo siamo riusciti a sviluppare una visibile e apprezzabile consapevolezza e compassione, allora ci sentiamo autorizzati a esporre l’insegnamento che pratichiamo. Non facciamo proselitismo in alcun modo. Non ci interessa convertire le persone al buddhismo. Ci interessa essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Un caro saluto

Flavio


5 Novembre 2015

a me

Grazie Flavio, ho apprezzato molto la tua testimonianza di vita. Mi dispiace se usando il termine “credo” ho dato una certa impressione. Purtroppo a volte si usa il termine “credo”per indicare il “percorso” spirituale di ciascuno ma in effetti può non essere il termine giusto. Ha ragione nel dire che ciascuno di noi dovrebbe promuovere la gentilezza ,la pace e l’amicizia fra gli uomini.  Mi scusi se ho preso questa iniziativa nel contattarla ,avrei preferito parlarle di persona ma a motivo di un problema di salute faccio fatica a camminare e non sono riuscito. Grazie ancora di cuore. Un abbraccio.