Semiramide, le colombe, gli agnelli, i conigli e le uova di Pasqua

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Gli antichi ebrei e cristiani non erano gli unici a celebrare la Pasqua. Ishtar (Easter) era un giorno in cui si celebrava la resurrezione di un dio di nome Tammuz, figlio unigenito della Luna e del Sole. Questa è la sua storia.

Secondo la leggenda riferita da Diodoro Siculo, Semiramide era di nobili genitori, figlia della sirena Atargati di Ascalon e di un mortale. Alla nascita, la madre si trasformò del tutto in un pesce e la abbandonò. Ma alcune colombe, uccelli sacri alla dea Ishtar, nutrirono la bimba fino a che Simma, il pastore reale, non la trovò e non la adottò. Divenuta adulta, la pastorella Semiramide sposò Menone, uno dei generali del re assiro Nino, mitico fondatore della città di Ninive. Nino fu così colpito dalla sua bravura in guerra mentre cavalcava in armi al fianco del marito durante la presa della Battriana — un territorio situato nell’odierno nord dell’Afghanistan —, che cercò di costringere Menone a cedergli la moglie «di sua spontanea volontà», offrendogli, in cambio, di dargli in sposa sua figlia Sonane. Menone rifiutò lo scambio, ma Nino minacciò di cavargli gli occhi all’istante se non avesse obbedito al suo volere. Menone, per paura del re e a causa della passione che lo legava alla moglie, cadde in una specie di folle delirio e si impiccò. Così Nino potè sposare Semiramide.

Semiramide e Nino ebbero un figlio di nome Nimrod. In seguito, re Nino conquistò l’Asia, compresa la Bactriana, ma fu ferito a morte da una freccia. Dopo aver celebrato solennemente il rito funebre, Semiramide, che era ancora molto giovane, si mascherò, prese le sembianze del figlio Nimrod e ingannò l’esercito del defunto marito inducendolo a seguire i suoi ordini come se provenissero dal nuovo sovrano. In seguito Nimrod sposò la sua stessa madre. Fu così che la donna non solo non abbandonò l’esercizio delle armi, ma, anzi, più di prima prese a governare e realizzò tali e tante opere notevoli, che nessun uomo poteva superarla in forza e in vigore. Nimrod in seguito fu ucciso da uno dei suoi nemici. Il suo corpo fu tagliato a pezzi e disperso in varie parti del regno.

Guercino_Semiramide_Babilonia_1Semiramide, tuttavia, conservò il trono e regnò per 42 anni, conquistando gran parte dell’Asia. Restaurò l’antica Babilonia e la protesse con un alto muro di mattoni che circondava completamente la città. Poi costruì diversi palazzi in Persia, tra cui Ecbatana. Diodoro le attribuisce anche l’iscrizione Behistun, ora riattribuita al regno di Dario I di Persia. Semiramide era così temuta come guerriera che non solo mantenne i territori già conquistati ma, alla testa di una grande armata, mosse guerra alla Libia e all’Etiopia, contro cui combatté con ardimento, conquistandole e unendole al suo impero.

Infine, entrata in guerra con il re indiano Stabrobate dell’India, fece creare dai suoi artigiani un esercito di falsi elefanti per trarre in inganno gli indiani che, invece, disponevano di elefanti veri. Lo stratagemma in un primo momento ebbe successo, ma poi Semiramide fu ferita in contrattacco e il suo esercito dovette ritirarsi a ovest dell’Indo.

British_Museum_Queen_of_the_NightSemiramide sosteneva d’essere stata concepita dalla Luna, la dea che passava in un ciclo di 28 giorni e ovulava quand’era piena. Sosteneva, inoltre, d’essere scesa dalla Luna dentro un uovo lunare gigante caduto nel fiume Eufrate. Ciò era avvenuto, a suo dire, nel giorno della prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. Perciò istituì la festività di Ishtar (pronunciato come l’inglese Easter) e l’uovo lunare divenne noto come l’uovo di Ishtar.  Tra le molte varianti del suo nome, ricordiamo qui Eostre, Astarte, Ostera, Eastre, Ashtaroth o Ashtoreth e Regina della Notte.

In seguito Semiramide rimase incinta a opera di uno dei suoi numerosi amanti e, quando diede alla luce un figlio, sostenne che questo figlio, di nome Tammuz, fosse nientemeno che Nimrod risorto. Semiramide sostenne inoltre che il bimbo era stato concepito in modo miracoloso, a opera dei raggi del dio Sole e che fosse il salvatore promesso da Dio. Ne conseguì che non solo il figlio venne adorato, ma anche che la madre venisse adorata come e più del figlio. Tammuz fu divinizzato come il figlio del dio Sole e Padre della creazione. Semiramide divenne Ishtar, dea della luna, della fertilità, dell’amore e, grazie alla sua indiscussa fama di guerriera, anche della guerra.

goddess-w-rabbitNei culti dei misteri il salvatore Tammuz era venerato con diversi riti  legati alla stagione primaverile. Secondo le leggende, dopo essere stato ucciso da un cinghiale andò negli inferi. Ma, grazie al pianto di sua madre, era tornato misticamente a rivivere al riapparire della vegetazione a primavera, evento che spingeva i conigli a uscire in massa dai rifugi invernali. Fu così che il coniglio pasquale fu associato a Tammuz, mentre ogni anno una festa di primavera rappresentava drammaticamente la sua presunta resurrezione dagli inferi.

Semiramide proclamò ogni anno un periodo di quaranta giorni di lutto prima dell’anniversario della morte di Nimrod e della resurrezione di Tammuz. Durante questo tempo nessuna carne doveva essere mangiata. Gli adoratori dovevano meditare sui misteri sacri di Tammuz e fare il segno della “Tau” sui loro cuori mentre pregavano. Mangiavano anche dolci sacri segnati con una “Tau” (o croce) sulla parte superiore. Semiramide, inoltre, proclamò che — poiché Tammuz era stato ucciso da un cinghiale — il maiale, in quanto essere impuro e deicida, non dovesse più essere allevato, né, tantomeno, mangiato.

Da allora, ogni anno, nel plenilunio successivo all’equinozio di primavera, si celebra una festa. È la festa di Ishtar, ricordata con le colombe, che nutrirono la piccola abbandonata dalla madre-pesce; con gli agnelli, cari a Semiramide pastorella; con i conigli sacri a Tammuz e con le uova, simbolo della provenienza divina della regina.

isis7A rimarcare l’importanza storica di questa regina vissuta circa tremila anni fa non è solo la sua ricorrente presenza nel mito, nell’arte e nella letteratura, ma anche la sua moderna effigie divenuta il simbolo degli Stati Uniti d’America. Pare infatti certo che Frederic Auguste Bartholdi, autore della colossale statua della Libertà, donata dalla Francia all’America, abbia voluto rappresentare nel monumento proprio la regina Semiramide che brandisce la fiaccola del fuoco sacro che disperde l’oscurità.

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